Se la domanda fosse posta in questo modo:”La scoperta dell’eziologia acarica della scabbia, è il primo caso documentato di applicazione del nesso causa-effetto nella Medicina scientifica?”, la risposta non potrebbe che essere:”Sì”.

In realtà, quando a ricerche storiche non corrispondono sempre certezze assolute, ma solo relative: Colombo, è stato il primo europeo a mettere piede nelle Americhe? O lo sono stati i norreni di Erik? O chi altro?

Relativamente alla vicenda dell’acaro della scabbia, sì, nasce davvero con Cestoni la Medicina Scientifica Moderna. E questo almeno fino a quando qualche storico non scoprirà chi, prima di Cestoni, abbia dimostrato lo stesso nesso causa-effetto.

A sostenere questa tesi, non sono certo io.

Se avete letto il mio libro sapete esattamente come siano andate le cose in quei 6 mesi centrali del 1687 tra Livorno, Pisa e Firenze. E sapete pure che il mio merito è solo quello di divulgare scoperte di altri. Proprio per questo, ho avuto l’autorizzazione da parte del Professore di pubblicare nel mio blog il suo libro, in maniera che oltre al racconto romanzato di questa storia, possiate analizzare – scientificamente – quali sono le conclusioni a cui il Professore è giunto dopo decenni di lavoro.

Il libro lo trovate qui.

La particolarità del lavoro di ricerca del Professore sta in questo: tutte le scoperte a cui è giunto sono state realizzate con la stessa metodologia con la quale le ha realizzate Giacinto Cestoni.

Giacinto Cestoni e la Medicina Scientifica moderna.

Cestoni era un operaio della farmacologia, uno speziale, un pratico. Come tale era fuori dai circuiti accademici, difficili da raggiungere oggi, più ancora 300 e passa anni fa. Era uno dei più grandi ‘farmacisti’ europei, forse il più grande dell’epoca. Ma Cestoni era anche un ricercatore di ‘cose naturali’, un osservatore acuto, uno che applicava la logica che gli derivava dalla sua estrazione contadina per sperimentare e risolvere problemi. Il suo laboratorio, a Livorno era attrezzatissimo e scienziati come Redi, Malpighi, Bellini lo visitavano in continuazione, affidandogli verifiche ed esperimenti. Era quello che oggi sarebbe il più efficiente laboratorio sperimentale esistente: e tutti i più grandi studiosi di cose naturali finivano per imbattersi in qualcuna delle sue osservazioni. Cestoni non conobbe mai Galileo Galilei. Quando Galileo morì, Cestoni aveva 5 anni e viveva a 350 km di distanza. Di più, nell’Epistolario Cestoni-Vallisnieri, Cestoni parla delle idee di Galileo come di idee molto interessanti e dice che Gallilei dove essere stato davvero ‘un grand’uomo’: ma ne parla decenni dopo la sua scoperta dell’eziologia acarica della scabbia e incidentalmente, segno che solo dopo decine di anni si cominciava a conoscere qualcuno dei lavori di Galileo, messi da subito all’Indice.

Cestoni arrivò alle sue conclusioni sulla rogna senza avere idea di cosa fosse il metodo galileiano, anche se, in Biologia, applicò proprio quel metodo, inconsciamente. E neanche si rese mai conto di aver dato inizio alla Biologia moderna; memo che meno alla Medicina scientifica. Cestoni continuava a ripetere che la sua scoperta avrebbe potuto salvare milioni di vite se solo fosse stata fatta conoscere in tutto il mondo; ma non aveva idea del suo valore fondante.

E il Professore ha fatto la stessa cosa.

Come è arrivato il Professore alle sue conclusioni? Utilizzando il metodo di Cestoni. Ha preso i tre soli, unici documenti da cui è nata questa storia, li ha sezionati, scandagliati e analizzati senza conoscere una sola opinione di quelle che erano state formulate da storici e ricercatori prima di lui. Da specialista del settore dermatologico, ha notato le incongruenze mediche nei testi, ha formulato delle ipotesi medico-scientifiche e man mano che progrediva nella sua ricerca i documenti che si aggiungevano avvaloravano la sua ipotesi. Che non era quella di tutti gli altri, ma era una delle più verosimili e l’unica scientificamente accettabile.

Il risultato è nel mio libro, ma soprattutto nel suo.

Buona lettura!